A casual sunday


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Le domeniche fregano sempre.
Il vero week-end è di venerdì sera.
Il sabato mattina è il turno del fuso orario biologico che mi scaraventa giù dal letto completamente assonnato. Recupero il tempo libero perso durante la settimana lavorativa, faccio commissioni, visite. Il costo-opportunità del non dormire non mi è mai stato chiaro, fondamentalmente. Quindi una serata alcolica, ma meno competitiva di quella precedente ed è già domenica. E la festa, a meno che io non sia a San Siro, di rosso e nero bardato, non mi passa un cazzo. C’è troppo tempo per pensare, troppo spazio dove non poter più andare e troppo spazio da non sapere dove andare. Poi un clima indeciso, un cielo grigio ma inoffensivo, la voglia di un caffè pomeridiano a una mezz’oretta da casa, e l’album dell’ennesima indie-band di Oltremanica. Ho scoperto che si parla di “Revival post-Punk”. ‘sti qua sembrano, molto più semplicemente, i Joy Division all’acqua di rose prodotti con i pro-tools di trent’anni più tardi.


Non è nulla in tutto, è una canzone qualsiasi giusta per una domenica qualsiasi.
Il caffè non era neppure così buono, sembrava un cappuccino corto.
Però mi ricorderò di questa domenica, la ricollegherò ad un momento qualsiasi che però, di differente dagli altri, ha messo alla mia attenzione un’amicizia sommersa, che non avevo previsto così. Era un’amicizia qualsiasi, più che altro una lunga conoscenza mai esplosa veramente, o per lo meno, tale la credevo, invece si sta dimostrando una gran bella amicizia.
E’ strano scoprire il velo di maya solo perché costretti, e scovarvi di più di quel che ci si aspettava. Ma non c’è niente di sbagliato, è una cosa naturale. Solo che non potevo saperlo, prima di adesso.
Una canzone qualsiasi, un momento qualsiasi, in una domenica qualsiasi.

2 commenti:

Fly ha detto...

oh scemo pagliaccio, visto ke ho trovato il tempo x venire a trovarti????
già, casual sunday...e amicizie (!?!)resuscitate...la primavera porta l'amour!!!!

Zuzù ha detto...

Fly: grazie per essermi venuta a trovare. Nessun grazie per quel che hai scritto perché hai dimostrato, quasi ce ne fosse stato bisogno, di non aver capito un cazzo do quel che ti ho detto e di quello che ho scritto. Ma tanto sei così, cosa ci posso fare?

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