Settembre non tornerà?

Intro

Il primo di Giugno i Caduta Massi al Frignano presentano il loro nuovo cd "Grazie all'inquietudine".
Insieme a loro Nicolò Gianelli (per gli amici Jean) presenta il suo secondo libro "Settembre non tornerà".
Per chi sa o anche solo intuisce di cosa si parla, è un evento la cui portata va ben oltre la memoria di quel che è stato, il rammarico di quello che avrebbe potuto essere o la prospettiva di quel che sarà.
Io non conosco la storia dei Caduta Massi se non per riflesso, come credo che la conoscano allo stesso modo tanti altri. Nei miei trascorsi pavullesi li avevo sentiti nominare e mi ero interessato a loro, ma è stato solo quando Jean (Nicolò Gianelli, nipote dello scomparso cantante della band) ne ha parlato -con l'idea di approfondirne alcuni lati nascosti di quello che sarebbe stato suo zio- in "Settembre non tornerà", che questa storia mi ha letteralmente spaccato la testa.
Ho seguito in differita e non personalmente l'evoluzione dell'inevitabile rapporto tra Jean e i Caduta Massi (sconosciuti l'uno agli altri fino alla pubblicazione del libro) e solo recentemente ho avuto modo di conoscerli, grazie ad un invito di Jean, un piacevolissimo giovedì sera di maggio.
Quando Jean ha postato sul Forum MEF la locandina di questa presentazione incrociata, di getto gli ho scritto quanto segue.



Jean, purtroppo io mi sento sempre più in là di quanto non dovrei essere nel parlare di questa cosa ma, per me e per il mio modo di vedere il mondo, si tratta veramente di una roba emozionante.
Sono queste le storie che mi mettono i brividi, sono questi i rumori che mi tengono sveglio.

Provo a mettermi nei panni dei Caduta Massi di qualche anno fa. Avrebbero mai previsto di tornare a suonare? Forse sì, ma come? Avrebbero mai previsto di tornare a farlo insieme a te, uno dei pochi, tra tanti che avrebbero avuto la “loro storia da raccontare”, ad avere un naturale diritto nel parlare dei Caduta Massi stessi e dello stesso Z.?
Ti rendi conto che qualcuno potrebbe addirittura scriverci un libro su questo incontro, per quanta forza e magia trasmette?

E tra l’altro, ed è anche in queste cose che percepisco magia dove altri magari potrebbero vedere solo sforzo, sono convinto, come credo che tu lo sia, che tu abbia meno cose da raccontare di tanti altri.
Tu hai ereditato alcuni segreti di Z. che, d’accordo, per loro stessa natura sono più propensi alla leggenda e al romanzo, ma quel che è stato di dominio pubblico o amicale tu non lo sai ed è questo che rimane più vivido nell'immaginario collettivo. Pensa solo a quando uno dei componenti dei Caduta Massi parlava degli episodi che avevano coinvolto tuo zio...Tu puoi aggiungere quel qualcosa che era rimasto nascosto, ma non potrai mai parlare con cognizione di causa di qualcosa che lui ha fatto insieme a te, di cui tu possa vantare un’esperienza comune con lui. Le perle del suo quotidiano tu non le puoi sapere, ed è in questo che qualcuno potrebbe vedere in questo incontro qualcosa di sforzato, che potrebbe vedere solo un patetico tentativo di avvicinare due mondi che non si sarebbero dovuti azzeccare. Per molti potresti sembrare semplicemente la testimonianza dell’incompiuto dei suoi segreti. Un "di più" che solo in minima parte contribuirebbe a creare un vero valore aggiunto alla storia. Come idea, potresti suonare solamente come una ridotta sezione d'archi in una canzone già di per sé bell'e che finita.

Eppure io credo che nessuno se non te, fosse indicato, ESCLUSIVAMENTE PER MAGIA, ad accompagnare i Caduta Massi in questo ritorno, in questa ripartenza. Sei indicato proprio perché tu chiudi il cerchio, perché tu del suo, e del loro quotidiano non hai mai fatto parte, perché per qualsiasi altro motivo che non fosse stato quello che ti ha spinto a scrivere SETTEMBRE NON TORNERA' saresti stato, seppur con lo stesso cognome di Z., seppur da nipote, uno dei tanti con la “propria storia da raccontare”. Invece tu non porti l’incompiuto dei suoi segreti, tu continui l’incompiuto.

Ciò che hai di più è quel qualcosa che non mi so spiegare, di completamente illogico ma perfettamente lineare che ti ha naturalmente portato a presentare il libro con i Caduta Massi.

Sono stato molto attento ai ragazzi l’altra sera e sono perfettamente convinto (si badi, nella mia "interessata ingenuità") che la pensino come me. Con quante persone sarebbero state disposte ad andare così a fondo? A quanti avrebbero concesso l’opportunità di permettere a un nuovo volto di entrare nella loro storia? Probabilmente a nessuno perché nessuno avrebbe avuto veramente qualcosa di "intangibile" da portare. Pensa solo a quando mi hai accennato di quel gruppo che voleva coverizzare i loro pezzi. Bello, bravi, ok: grande idea (e son sincero nel dirlo, quando dei ragassuoli di 15 anni hanno chiesto al Moro se potevano coverizzare alcune canzoni de "La 'Fu' Corte degli Scontenti" io mi sono commosso). Ma di nuovo? Stiamo parlando di un tributo, di un omaggio o di una nuovo capitolo dello stesso incredibile romanzo? No, perché i Caduta Massi sono vivi, per quanto questo possa suonare fastidioso o irrispettoso. E tu nei sei la migliore bandiera dopo, se non addirittura insieme a, la Linda che di tutta questa storia rappresenta il coraggio del continuare a fare poesia nonostante tutto, la sola figura adatta nel far rivivere, e a ridare voce a, la musica dei Caduta Massi.

Me lo immagino, potrebbe esserci chi leggerà "CADUTA MASSI e NICOLO’ GIANELLI" e penserà:”Bon, ecco, come rovinare una grande memoria e come mal inaugurare un ritrovato futuro”. Sai, potrebbero sembrare quelle cose molto da libro cuore, per lo meno all'uomo della strada. Sei suo nipote e magari non c'è altro, oltre a questo legame.
Il problema, quello che la gente potrebbe non sapere/non capire, e che spero colga quanto prima, è che LORO ti hanno scelto, o che, meglio, la magia ti ha PREscelto per loro, e loro l’hanno capito al volo, intuendo di doverne solo seguire la scia.
Ripeto, tu non porti l’incompiuto dei suoi segreti, tu continui l’incompiuto.
Pensa a quando uno dei ragazzi ti ha detto:”Insieme faremo molte cose”. Fosse stata una cosa da libro cuore, un'idea così non l’avrebbero neanche pensata.
Settembre è tornato non appena hai pensato di parlarne, e io è da mo’ che te lo dico.


Te l’ho detto all’inizio, Jean. Io in queste cose mi spingo sempre un po’ oltre, per cui perdonami se ho detto qualcosa in più di quel che potevo/dovevo/volevo dire.

Da disperato (e sempre meno contraccambiato) amante del fùtbal, ti lascio con un paragone calcistico.
Recentemente il figlio del povero ed indimenticato Gianluca Signorini ha sollevato, da Capitano del Genoa, la Coppa del Torneo Primavera. C'è caso che a Genova sponda rossoblù abbiano trovato a chi restituire (ammesso e per niente concesso che il verbo "restituire" sia appropriato) una maglietta ritirata che nessuno avrebbe più dovuto indossare, quella con il numero 6. E questo non solo perché il cognome è lo stesso, non solo perché "ius sanguinis": certe favole te le devi meritare. Ebbene, questa magia è nettamente più facile da capire confronto a quella che ti riguarda, più intuitiva, se non altro più NORMALE. E normale non è, e mi mette i brividi pure questa. Ma mai tanto quanto quella di Settembre.

Outro


Il cerchio si chiude ma la magia continua. Fondamentalmente bastava dire questo. Non so per quanto tempo i Caduta Massi e Jean si coinvolgeranno, ma poco mi importa, è di per sé già forte quanto succederà il primo di Giugno. Un "nota bene" finale. Mi sono limitato a vedere la storia dal lato di Jean, non conoscendo quello dei Caduta Massi, per cui molte mie percezioni potrebbero essere sballate, imperfette e sicuramente incomplete. Ma io, a costo di risultare inopportuno, non riesco ad essere formale quando mi lascio coinvolgere da certe cose, poc da fér.

2 commenti:

Nicolò Gianelli ha detto...

Zeman, ti ringrazio ancora per quello che hai scritto.
Mi piace quando parli di "magia" e di "incompiuto" perchè è proprio questa atmosfera onirica e rarefatta che ha riempito i nostri incontri.

Qui bisogna astrarsi da tutto e rimanere sordi. Bisogna dimenticare il mondo e sentire che c'è una vibrazione. Scorre tutta intorno a Pavullo, passa da Maranello, arriva fino a Modena e va chissà dove, e tutti la possono ascoltare.
Vorrei comunicare tante cose, ma non voglio essere scontato, patetico o costruito. Voglio trasmettere questa magia, solo questa magia.
Tu sei già riuscito a comunicare tante cose e l'hai fatto nel modo migliore possibile.

Sarebbe bello segnalare questo post ai Caduta Massi. O preferisci di no?

Zuzù ha detto...

Jean, grazie a te per avermi coinvolto in questa cosa. Io di mio ti ho portato solo qualche ridotta conoscenza del campo, in virtù dei mio tempo passato a Pavullo, paese che i Pavullesi stessi sembrano odiare senza capire che trasuda più energia artistica che tutta la restante provincia modenese.

A me questa storia, come ho scritto (derubando al Noto Scrittore Emiliano EMANUEL GAVIOLI una delle sue principali espressioni), mi ha spaccato la testa.

Ho un po' ritoccato quanto ti ho scritto perché non mi finiva appieno, per cui, se credi che in nessun modo possa loro risultare inopportuno segnala loro questo post.

Ciao!

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